Ultimatum di Macron al “blocco tedesco”: “Sganciate i miliardi del Covid o perderete il Mercato Unico”

Ambrose Evans-Pritchard per The Telegraph

I Leader europei hanno schivato il “momento della verità”. Il “pacchetto d’emergenza Covid-19” ha scongiurato una crisi immediata, ma non ha eliminato il veleno politico che sta minacciando l’Unione Monetaria.

Non ha ridotto a livelli sopportabili i costi d’indebitamento dell’Italia ed è troppo poco per garantire la sostenibilità economica del “blocco degli Stati del Sud Europa” o per evitare che la divaricazione Nord-Sud sfugga al controllo.

Lascia la BCE a “guardia del Forte”, costringendola a coprire l’esplosiva “emissione di debito” dei Tesori dell’Eurozona e a fare gli straordinari per evitare una corsa al disinvestimento sui “mercati obbligazionari” del Club Med.

Il vago accordo di giovedì sera è stato considerato come un compromesso. Ma i veterani dell’UE dicono che si è trattato, in realtà, di un risultato “tedesco”, teso a ripetere il modello della “Grande Crisi del Debito” dell’Eurozona. 

Il “blocco del nord” ha rifiutato ogni serio passo in avanti verso l’emissione congiunta di debito, o verso i trasferimenti fiscali. 

Gli aiuti arriveranno sotto forma di prestiti e dovranno essere rimborsati. Saranno inoltre soggetti alla sorveglianza e all’ideologia restrittiva del “patto fiscale” dell’UE, una volta che la pandemia sarà finita.

La Cancelliera Angela Merkel ha detto che le sovvenzioni in denaro non rientrano “nella categoria di ciò che io posso concordare”.

Ha avvertito i colleghi con gelida precisione che, se l’Europa spenderà somme ingenti, allora “tutti gli Stati dovranno sottomettersi a politiche fiscali coerenti”.

Questo è un modo gentile per dire all’Italia che il quid-pro-quo è la confisca delle sue ricchezze per ripristinare la solvibilità del debito, com’è successo all’inizio degli anni Novanta o con il “corralon” dell’Argentina.

Brividi di freddo sono corsi sulla spina dorsale degli Italiani.  

Il nuovo “Recovery Fund” — che il mese prossimo sarà potenziato dai tecnocrati della Commissione — sarà collegato al bilancio interno dell’UE ed espresso per lo più sotto forma di prestiti.

Sarà soggetto all’Art. 122 del Trattato perché possa essere mantenuto sotto stretto controllo. Due terzi degli oltre mille miliardi di euro saranno ottenuti con la raccolta di denaro privato. 

Eurointelligence [Wolfgang Münchau] ha detto che l’intento era solo quello d’”impressionare i creduloni”.

Il Presidente Francese mentre partecipa alla videoconferenza del Consiglio Europeo dal Palazzo dell’Eliseo

Emmanuel Macron non ha fatto finta che ci sia stata una svolta. In un notevole scatto d’ira ha lanciato quello che potrebbe essere considerato un ultimatum.

Ha espresso un monito verso quei ricchi “Stati del Nord” che “guadagnano profumatamente” dalle esportazioni verso il Sud: se non stanno attenti, un giorno potrebbero svegliarsi e scoprire che il “mercato unico” dell’UE “non c’è più”.

Ha detto che: “Se lasciate cadere una parte d’Europa, allora sarà tutta l’Europa a cadere. I paesi che stanno bloccando l’accordo sono gli stessi di sempre, i cosiddetti ‘frugali’: Germania, Paesi Bassi … la cui psicologia e i cui vincoli politici sono alla base di posizioni così dure”.

Questo tono accusatorio irriterà fortemente Berlino, L’Aia o Vienna. Sanno che Macron sta cercando di far rimbalzare il Nord nell’Unione Fiscale, sfruttando le emozioni della pandemia per cambiare la “struttura costituzionale” dell’Europa.

Ma un tale salto viola il Trattato. Viola la Legge Fondamentale tedesca e aliena le prerogative del Bundestag in materia di tasse e di spese.

Non può essere fatto legalmente con un semplice tocco delle dita.

La Francia, inoltre, non è una mediatrice “terza”. Marchel Alexandrovich della Jefferies stima che una recessione a “U” spingerà il suo debito pubblico al 135pc di Pil [quest’anno]. Ma arriverà al 142pc se la recessione sarà a “W”, conseguenza di nuovi blocchi e di una ripresa ritardata.

Francia e Germania avevano rapporti debito/Pil del tutto simili prima della crisi della Lehman nel 2008. Ma da allora si sono allontanati drasticamente.

Lo shock pandemico — dall’origine simmetrica ma dagli effetti asimmetrici — sta trasformando la Francia in un membro a pieno titolo del vulnerabile “blocco latino”.

Il Sig. Macron ha quindi le sue ragioni. I prestiti accumuleranno ancora più debiti su paesi che stanno già affogando nei debiti: “Il ‘pacchetto d’emergenza’ non risolverà la questione di fondo”.

La pandemia Covid-19 richiede un vasto Piano Marshall finanziato da “debiti congiunti” e da “trasferimenti di bilancio” verso le regioni più colpite: “L’Europa non ha futuro se non lo facciamo”.

I mercati, fino ad ora, hanno reagito con calma. Gli spread italiani restano ampi, a 240 punti base, ma non si sono allargati.

In attesa di notizie sul Recovery Fund, l’UE ha concordato misure per un valore nominale di 540 miliardi di euro. Ma questa cifra è un vero e proprio esercizio di prestidigitazione finanziaria.

Una componente, in realtà, è di solo 25 miliardi di euro di denaro effettivo, quello della BEI [Banca Europea per gli Investimenti], con il quale far leva sui “Fondi privati” per arrivare a 200 miliardi di euro.

Holger Schmieding della Berenberg Bank ha detto che: “Le precedenti esperienze con strutture simili, come il Piano Juncker del 2016, sono state confusionarie, per usare un eufemismo”.

Inoltre, ci sono prestiti per 100 miliardi di euro volti al sostegno dell’occupazione [Kurzarbeit]. Gli ultimi 240 miliardi di euro saranno erogati dal MES a titolo di prestito con “condizionalità leggere”.

Il MES è un qualcosa di politicamente tossico in Italia — viene considerato una sorta di “Cavallo di Troia” per permettere a Bruxelles d’impadronirsi dell’Italia — e non è chiaro se qualche altro Paese vorrà utilizzarlo.

Citigroup ha detto che ogni Paese verrà lasciato da solo a far fronte allo shock e che il “pacchetto” non riuscirà a convincere i mercati: “Questo lascia la sola BCE, ancora una volta, come prima e ultima ‘rete di sicurezza’ per l’Europa”.

Christine Lagarde [BCE] ha detto ai Leader dell’UE che facendo “troppo poco e troppo tardi” rischiano la ripetizione degli errori del passato e che in questo modo stanno giocando con il destino. Ha avvertito, inoltre, che l’Eurozona potrebbe contrarsi del 15pc quest’anno.

La Sig.ra Lagarde ha inoltre sottolineato la sostanziale ingiustizia e i pericoli economici di quello che sta accadendo.

Gli Stati forti spenderanno direttamente fino al 14pc di Pil per mantenere l’integrità delle loro economie e garantire un rapido rimbalzo. Ma i deboli non osano farlo — alcuni spenderanno solo l’1pc del Pil, il che implica un danno duraturo e un recupero faticoso.

La Jefferies stima che uno scenario a forma di “W” porterebbe il rapporto debito/Pil al 183pc in Italia e al 158pc in Portogallo: “I mercati stanno cominciando a intravedere quanto questa recessione sia dannosa per le finanze del settore pubblico”.

Peggio ancora, i “Paesi deboli” potrebbero essere lasciati ancora più indietro nei primi mesi del 2020.

Giada Giani del Citigroup sostiene che l’Italia, nel 2021, non recupererà completamente il Pil perduto quest’anno — e poi resterà in stagnazione fino alla metà del decennio.

L’Unione Monetaria ne uscirebbe distrutta se si permettesse che ciò avvenga. La Bce eviterà una crisi immediata “ripulendo” il debito italiano con il suo “QE pandemico”, ma non potrà continuare a farlo per sempre.

A Marzo, il debito italiano ha rappresentato un terzo del totale degli acquisti obbligazionari della BCE, il doppio del “capital key” del Paese, ma senza contenere del tutto i rendimenti.

I venditori privati stanno scaricando le loro obbligazioni sulla BCE portando il ricavato fuori dal Paese, in una sorta di “fuga di capitali”.  

Questi flussi affioreranno nei dati del sistema Target2 della BCE. La Bundesbank è costretta, in effetti, a fornire un “credito” forzato alle Banche Centrali del Club Med che presto arriverà a 1.000 miliardi di euro.

A un certo punto tutto questo diventerà politicamente e legalmente insostenibile.

Il 5 maggio la Corte Costituzionale tedesca si pronuncerà sulla misura in cui la Bundesbank potrà sostenere le “politiche di emergenza” della BCE.

La formulazione esatta sarà cruciale. I mercati potrebbero scoprire improvvisamente che la BCE non può svolgere il ruolo di “salvatore permanente”. E poi?

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Link Originale: https://www.telegraph.co.uk/business/2020/04/24/macron-issues-ultimatum-europes-german-bloc-cough-covid-trillions/

Scelto e tradotto da Franco