La Cina sta usando il Coronavirus per perpetrare i suoi inganni

La bandiera tedesca sventola accanto all’immagine di Mao Zedong a Tienanmen Square, Pechino, Cina

Lawrence A. Franklin per The Gatestone Institute

Il Coronavirus potrebbe rafforzare la determinazione del Governo Cinese.

Fino ad ora ha cercato di garantirsi l’assoluta fedeltà della popolazione usando le più moderne “tecnologie di sorveglianza”, trasformando la Cina in una società spaventosamente orwelliana [https://www.businessinsider.com.au/how-china-is-watching-its-citizens-in-a-modern-surveillance-state-2018-4].

Ogni speranza che l’Occidente possa aver nutrito sul suo ingresso nell’”ordine internazionale liberal-democratico” dovrebbe essere considerata morta, scaduta, estinta.

La Cina, dopo aver rubato per anni le proprietà intellettuali dei Paesi Occidentali, si è comportata in modo orribile anche in occasione della crisi del Coronavirus a Wuhan — e forse anche prima [https://www.washingtontimes.com/news/2020/jan/26/coronavirus-link-to-china-biowarfare-program-possi/].

Non si sa ancora se questo Coronavirus abbia avuto origine in uno dei “mercati umidi” cinesi che, probabilmente, hanno causato anche altre malattie, o in un laboratorio di armi biologiche — e forse non lo sapremo mai.

Quello che invece sappiamo è che quando l’”Organizzazione Mondiale della Sanità” e gli “US Centers for Disease Control” si sono offerti di collaborare, la Cina li ha ignorati [https://www.nytimes.com/2020/02/07/health/cdc-coronavirus-china.html].

Inoltre, non si sa ancora se il Coronavirus, come alcuni hanno suggerito, possa essere stato nient’altro che una subdola “guerra” fatta al Presidente Trump, ai suoi indesiderati accordi commerciali, alla sua imminente campagna presidenziale (e forse anche agli Stati Uniti e al resto del pianeta), per implementare il presunto piano cinese di conquista del mondo [https://www.forbes.com/sites/johnmauldin/2019/11/12/chinas-grand-plan-to-take-over-the-world/#33c413845ab5].

L’altra possibilità, ovviamente, è che questa epidemia di Coronavirus sia stata davvero solo un fortuito incidente e non parte di un piano d’espansione.

Forse, non sapremo mai nemmeno questo. Ma quello che sappiamo per certo è che la Cina:

— ancora una volta, non è stata leale nella maggior parte delle cose (ad esempio, here and here);

— ha mentito su quest’epidemia non solo all’Occidente, ma anche al suo stesso popolo;

— ha mentito persino su quale Paese fosse responsabile del virus. Finanche le attrezzature mediche e i “kit” [per i test] che ha venduto alla Spagna [https://www.dailymail.co.uk/news/article-8160931/Spain-returns-faulty-coronavirus-testing-kits-bought-Chinese-company.html], ma anche alla Turchia, alla Repubblica Ceca e ai Paesi Bassi, si sono rivelati difettosi.

Peggio ancora, i “mercati umidi” della Cina, che dovevano essere chiusi, a quanto pare hanno riaperto i battenti.

Probabilmente, già da tempo avremmo dovuto smetterla di fantasticare sulla trasformazione democratica del regime totalitario cinese.

Inoltre, l’Occidente deve guardarsi dal sostenere la realizzazione in Cina di quello che Mike Pence aveva definito (ottobre 2018) “uno stato di sorveglianza senza pari” — come invece hanno fatto, speriamo inavvertitamente, alcune compagnie occidentali di “tecnologia e sicurezza”.

Dovremmo prendere ad esempio l’azienda americana di prodotti biotecnologici “Thermo Fisher Scientific”, che ha annunciato che avrebbe smesso di vendere ai Cinesi le sue attrezzature per il trattamento del DNA, dopo aver scoperto che venivano utilizzate, nello Xinjiang, per raccogliere dati biometrici sui residenti musulmani a scopo di sorveglianza [https://www.biometricupdate.com/201712/china-expands-biometric-collection-program-in-xinjiang].

Altre società cinesi come Hikvision, Dahua e Axis Communications sembrano desiderose, al contrario, di cooperare con il regime comunista per realizzare un controllo totale all’interno (ed eventualmente anche oltre) dei confini della Cina, fornendo ai suoi “Servizi di Sicurezza” un riconoscimento facciale avanzato e altre applicazioni di alta tecnologia.

Questi sistemi stanno consentendo alla Polizia Cinese di creare un sistema di monitoraggio affidabile, 24 ore su 24, sull’intero paese.

Pechino giustifica la mossa sostenendo che è solo un modo efficiente per combattere il crimine e per sopprimere culti come quello del Falun Gong.

La polizia di Nanchang ha detto, ad esempio, che l’uso di speciali occhiali per il riconoscimento facciale ha permesso l’identificazione e l’arresto di un criminale in mezzo ad una folla di 60.000 persone che assisteva ad un concerto rock.

In effetti, sembra che il regime voglia creare un “portafoglio di personaggi chiave” che considera una minaccia al dominio comunista.

Gli stessi sistemi di sorveglianza utilizzati per catturare i criminali sono ora impiegati anche in un’impresa chiamata “gestione della popolazione-chiave”.

Pechino ha già avviato la fase iniziale del suo piano “Golden Shield”  per incrociare e integrare i dati locali e nazionali di ogni cittadino cinese.

Inoltre, il regime utilizza un sistema di sensori (attraverso un “Great Firewall“) per filtrare il materiale su Internet che considera “discutibile”. Attraverso questa barriera, ai cittadini cinesi viene negato l’accesso a Google, Facebook e via dicendo.

Ma la più perniciosa delle “tecniche di sorveglianza” del regime cinese è il  Social Credit System“, attraverso il quale ad ogni cittadino viene assegnato un punteggio in base al suo comportamento.

Anche se non è ancora pienamente operativo, è previsto che lo sarà nel corso del 2020.

Come già detto, secondo questo sistema un cittadino può aumentare il proprio punteggio in diversi modi, ad esempio leggendo i discorsi di Xi, guardando film di propaganda e partecipando ad eventi sponsorizzati dal Partito Comunista.

Fra le attività che abbassano il punteggio di un cittadino ci sono il gettare rifiuti per strada, attraversare fuori dalle strisce pedonali e manifestare contro il Governo.

Punteggi bassi possono comportare sanzioni, come la negazione del diritto di viaggiare sui treni veloci, o di prendere voli nazionali, o di ottenere un passaporto. I punteggi bassi riguardano anche la possibilità, per i propri figli, di accedere all’università o a determinate opportunità di lavoro .

Questo “Sistema di Credito Sociale”, inoltre, incentiva i cittadini a migliorare il proprio punteggio fungendo da delatori nei riguardi degli altri.

La spinta della Cina a controllare i propri cittadini rappresenta, potenzialmente, una grave minaccia a livello globale: le società gestite da sistemi autoritari sono suscettibili di sfruttare le stesse tecnologie di monitoraggio che Pechino impiega per perpetuare il proprio monopolio sul potere politico.

Anche le società democratiche potrebbero essere sedotte dal fascino delle “tecniche di sorveglianza”, presumibilmente per “proteggere la sicurezza nazionale” e contemporaneamente demolire la libertà individuale [https://www.vanityfair.com/news/2018/07/china-surveillance-state-artificial-intelligence].

La Cina è una minaccia per tutti noi.

Per questa ragione è più importante che mai che gli Stati Uniti e il resto dell’Occidente siano consapevoli dei rischi che comporta lo sviluppo di ulteriori alleanze — tecnologiche o meno — con un Paese che non ha fatto altro che distribuire doppiezza e falsità per il proprio popolo e per il resto del pianeta.

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Link Originale: https://www.gatestoneinstitute.org/15826/china-coronavirus-deceit

Scelto e tradotto da Franco