Tre cose potrebbero impedire una “maggioranza Tory”

Esiste il rischio di un “Portillo Moment”, come nel 1997?

Redazione: Sono giorni d’ansia. In Gran Bretagna si vota il 12 dicembre e già sappiamo che passeremo la notte in piedi, ad aspettare i risultati. Le elezioni in UK sono troppo importanti per quel paese, ma anche per la nostra Italia.

I media conservatori britannici, seppur fiduciosi, continuano ad esprimere alcune preoccupazioni, ben elencate nel pezzo che proponiamo.

Speriamo siano solo una sorta di scaramanzia, ma il “Portillo Moment” [https://en.wikipedia.org/wiki/Portillo_moment] è troppo ben presente nei nostri ricordi per lasciarci tranquilli.

Ci sarà la Brexit di Johnson, dunque.

S’intrecciano al riguardo varie opinioni, da quella durissima di spiked-online (che la ritiene “solo di nome”) a quella moderatamente critica del Telegraph (che l’avrebbe preferita un po’ più “dura”), per finire con Mike “Mish” Shedlock che, in un articolo molto “puntuto”, ha elencato le numerose e profonde differenze con la Brexit della May. 

Per quanto riguarda il nostro Paese speriamo che, conseguenza di queste elezioni e di un rinnovato asse con gli Stati Uniti, possa essere avviato un percorso che ci porti verso l’Italexit.

Lasciati a noi stessi, dubitiamo possa esserci la necessaria e vasta convergenza politica. Torneremo su queste Elezioni in Gran Bretagna. Ora è forse meglio aspettare.

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James Forsyth per The Spectator

Fra pochissime ore le votazioni saranno ben avviate. Staremo parlando dell’affluenza, se questa sarà stata o meno “vivace”.

In questo momento i sondaggi indicano che il risultato più probabile sia la maggioranza per i Tories. Ma niente è ancora assolutamente certo e la combinazione di tre eventi potrebbe ancora impedirla.

La prima preoccupazione dei Tories è che possa esserci un “voto tattico” di massa dei Remainers.

I margini in queste elezioni sono importanti [sondaggi] ma, se nei vari “collegi elettorali” i Remainers cominciassero a sostenere chiunque abbia maggiori possibilità di sconfiggere il Candidato dei Tories, ciò metterebbe a rischio il conseguimento della maggioranza.

Nei prossimi due giorni ci saranno molti appelli a favore di un “voto tattico”.

Ma val la pena ricordare che nel 1997, quando il “voto tattico” anti-Tory fu molto diffuso, i vertici dei Laburisti e dei Liberaldemocratici erano politicamente molto, molto vicini — e non avevano passato la campagna elettorale attaccandosi a vicenda.

La seconda preoccupazione dei Tories è l’autocompiacimento.

Non è la memoria delle elezioni del 2017, da sola, a rendere i Tories molto diffidenti nei confronti di sondaggi che li vedono comodamente davanti — il timore è che questi possano influenzare il risultato elettorale.

La preoccupazione dei Tories è che, se gli elettori pensassero che mai Jeremy Corbyn possa diventare PM, molti di loro riterranno di poter votare per qualcuno diverso dai Tories.

Ad esempio, gli scontenti “Tory Remainers” potrebbero sentirsi più inclini a dare un calcio al Partito votando per i Lib-Dem, se pensassero che non ci sia alcuna possibilità che Corbyn possa andare al potere.

Allo stesso modo, i Leavers del Labour potrebbero decidere di sostenere il Candidato Laburista locale, in particolare se fosse un buon Parlamentare, se non pensassero che la Brexit sia davvero in pericolo.

La terza preoccupazione dei Tories è relativa a quanti seggi saranno decisi con meno di mille voti.

In tali circostanze i risultati diventano molto imprevedibili ed il pericolo, per i Tories, è che finiscano dalla parte sbagliata in una serie di contese molto serrate.

Tutte e tre le possibilità potrebbero verificarsi.

Ma, se all’inizio della campagna elettorale i Tories avessero saputo che, in questi ultimi giorni, sarebbe stata questa la loro posizione ….. ebbene, l’avrebbero sottoscritta ben volentieri.

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Link Originale: https://blogs.spectator.co.uk/2019/12/the-three-things-that-would-have-to-happen-to-block-a-tory-majority/

Scelto e tradotto da Franco