La Turchia “esporta” jihadisti in Libya, come si diceva esportasse migranti per destabilizzare l’Italia. Incredibile che Bruxelles, ossia anche Roma, paghi Ankara (alleata da 100 anni di Berlino) miliardi di euro per fare questo!

Leggete bene tra le righe, la realtà è molto più insidiosa di quanto appaia: l’EU da anni paga Ankara per evitare che i migranti “arrivino” in EU ed Ankara usa invece tali denari per spostare jihadisti in Libya. Già alcuni anni la fa stessa fonte, OFCS.report, vicina ai servizi italiani/alleati, paventava la possibilità, ai tempi, durante gli arrivi indiscriminati di migranti in Sicilia e Pantelleria del 2015/16, che molti di questi arrivassero in realtà dalla Turchia, trasferiti [con fondi EU] in aereo alla volta della Cirenaica per farli partire verso l’Italia. Basta guardare la nazionalità dei migranti per capirlo, gli arrivi dal Bangladesh come facevano autonomamente ad esempio ad arrivare sulle coste di Tripoli…

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Ma che diavolo deve ancora succedere prima che si revochino la concessioni autostradali ai Benetton? Che affondi il paese per incuria finalizzata al profitto?

Io non so più cosa dire. Vediamo ogni giorno un disastro autostradale, chiaramente frutto di incuria, eppure nessuno dei grandi capi di partito si decide a fare qualcosa contro i concessionari, chissà per quali occulti interessi – con la mirabile eccezione del M5S, va detto, non a caso l’unico partito fuori dai giochi di potere all’atto della privatizzazione (speriamo che dietro a cotanta reticenza ad agire non ci sia una nuova Tangentopoli fatta di mazzette “a pedaggio”, …) -.

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Ad Ottobre Macron e Johnson Negoziarono una “Brexit Dura”?

Tom Luongo

Sta succedendo qualcosa di strano con la Brexit. Sembrerebbe che il Primo Ministro Boris Johnson, con mia grande sorpresa, stia spingendo per una “Hard Brexit”.

La grande dimostrazione di forza delle recenti elezioni, che gli ha assicurato la più grande maggioranza dai tempi di Margaret Thatcher, sarebbe dovuta essere la “grande esca” per una Brexit “in-name-only”.

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Boris Johnson dà seguito alle promesse (al vento) rinnegate da Salvini: post Brexit via uffici governativi da Londra, riallocati nei capoluoghi di provincia! Uno statista fa queste cose

Ricordate la famosa promessa della politica italiota, una delle tante non mantenute? Intendo spostare i ministeri da Roma per riallocarli nei capoluoghi di regione. Bene, sappiate che, chiaramente, come l’ITALEXIT (rinnegata bellamente), come il supporto leghista ai NO TAV (sostegno poi rinnegato, con Lega che votò SI con Forza Italia, Renzi e PD), come il tradimento sulla revoca delle concessioni ai Benetton (ma vi rendete conto che oltre ad essere caduto un ponte con 43 morti sotto le macerie, sono a rischio crollo per incuria numerosi viadotti critici e non è successo nulla??) Lui, il post-sovranista Salvini, parla, promette, dice tutto quello che serve per portare voti. Ma poi alla fine non ne mantiene una, o meglio ne mantiene solo una minimissima parte delle promesse fatte…

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I TOP TRENDS DEL 2020 — SECONDA PARTE

“Fareste meglio a pedalare prima che le luci si spengano ….. perché il domani è incerto” — Gerald Celente

Prima Parte: https://www.mittdolcino.com/2019/12/28/i-top-trends-del-2020-prima-parte/

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6. MERCATO IMMOBILIARE: NON CRESCERA’ PIÙ

Dall’Europa all’Australia, dal Nord America all’Asia, il boom immobiliare successivo al panico del 2008 ha raggiunto il suo picco. Il declino accelererà nel corso del 2020 e negli anni successivi.

Pompato dall’abbuffata di denaro a basso costo e dai tassi d’interesse eccezionalmente bassi conseguenti alla Grande Recessione del 2008, ora il mercato immobiliare — dalle case di fascia bassa (la ricchezza, sempre più concentrata, non si è diffusa verso il grande pubblico che, indebitato e con stipendi stagnanti, non se le può permettere) fino a quelle di fascia alta (eccesso di offerta) — declinerà, ma con delle eccezioni.

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La crisi economica è pronta mentre parte l’ennesimo giro di valzer: la guerra 3D in fieri, le vittime reali ed i vincitori apparenti. Aiutiamo la preziosa Maria Giovanna Maglie

Andiamo al dunque, direttamente: oggi l’asse anglo si è riformato, come dopo Dunquirq. Chi l’ha fortemente voluto è la Corona inglese, ossia la cuspide delle principali Logge massoniche globali, con l’incontro a Londra “earlier this year”. Il motivo è che la Sovrana dell’Impero britannico ha ritenuto che ci fosse un attacco al proprio dominio, esteso anche agli USA, sebbene gli States non facciano parte del Commonwealth (…).

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I TOP TRENDS DEL 2020 — PRIMA PARTE

“Fareste meglio a pedalare prima che le luci si spengano ….. perché il domani è incerto” — Gerald Celente

Redazione di The Trends Journal

Gerald Celente, editore di “The Trends Journal” e n° 1 al mondo fra gli “anticipatori di tendenze”, con oltre 30 anni di previsioni accurate e tempestive, ha appena pubblicato i suoi Top Trends per il 2020.

Il vincitore delle elezioni presidenziali del 2020 [USA], gli effetti delle ribellioni globali, la nuova traiettoria del settore immobiliare (ma non solo), leggete la “storia prima che accada”, proprio qui, proprio ora!

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C’è vita fuori dall’euro!

Franco per mittdolcino.com

A suo tempo tradussi in Italiano lo studio a seguire che, successivamente, entrò a far parte della rubrica “Per Cominciare” di Goofynomics, seppur in lingua inglese.

A rileggerlo, mi è sembrato ancora attualissimo e quindi ben volentieri lo rilancio.

Non ho molti dubbi sul fatto che l’euro, un giorno, avrà fine. Non esiste una moneta comune che abbia resistito nel tempo senza trasferimenti fiscali fra i paesi interessati. Senza che questi, in altre parole, si siano trasformati in un unico Stato.

Stiamo ancora parlando dell’euro perché immenso è il capitale economico e politico che vi è stato investito, devastanti le forze sottostanti, militare il controllo dei media (abbiamo pubblicato di recente un articolo sulla “Finestra di Overton”).

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Che il Natale vi porti la Meritocrazia: Boris Johnson, considerato da molti media Italiani quasi come un clown (vergogna), recita 42 versi dell’Iliade a memoria. In greco antico…

Io mi domando, davvero pensano i politici italiani di scamparla al cospetto di statisti del calibro di Boris Johnson, l’eroe della Brexit? Persone preparatissime, fini strateghi, anche plurilaureati in svariate discipline. E che sanno recitare a memoria 42 versi dell’Iliade, ma in greco antico. Il simbolo della meritocrazia, invece sconosciuta in Italia.
Un clown? A me sembra un genio, altro che il bibittaro Di Maio o il Salvini incapace di terminare l’Università, in rappresentanza dei due primi partiti italiani nelle ultime elezioni….

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Alla ricerca di un armistizio nella “Guerra di Natale”

Lo sapevamo di già, peggiore di chi commercializza il Natale è chi lo politicizza

Matt Purle per The American Conservative

Ultimamente, la “Guerra di Natale” è arrivata ad assomigliare alla guerra civile libanese.

Vale a dire che ci sono innumerevoli combattenti, ma  nessuno sembra più ricordare per che cosa stia combattendo.

Un tempo, la “Guerra di Natale” poteva essere divisa, approssimativamente, in due parti: la “American Civil Liberties Union” [ACLU] e  “The O’Reilly Factor”.

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