Le Primarie Democratiche fra Michelino, Joe e Pocahontas

Redazione: Ammettiamolo, la corsa per la Nomination Democratica ci diverte, fra clown, mogli riciclate, vecchi miliardari ed improbabili ET appena scesi da un Disco Volante.

Il tutto per trovare un candidato — uomo, donna o gay poco importa — che abbia qualche possibilità di contrastare Donald Trump.

Oggi proponiamo l’ultima candidatura, nientemeno che Michelle Obama.

Non fosse stata annunciata da American Thincker, il sito conservatore che molti considerano il migliore in assoluto, non l’avremmo nemmeno presa in considerazione.

Ma proponiamo anche un brevissimo filmato di Michelino Bloomberg, dove “il nostro” ci parla dell’importanza di tassare i poveri, nel loro stesso interesse (sic). Con Bloomberg, lo abbiamo già scritto, ci divertiremo parecchio.

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Perché Michelle Obama potrebbe entrare in gara

Peter Skurkiss per The Federalist – https://www.americanthinker.com/blog/2019/11/why_michelle_obama_may_jump_into_the_race.html

Non è uno scherzo, è plausibile che l’ex first lady Michelle Obama possa entrare nella gara per le Primarie Democratiche. Ci sono tre motivi per crederci.

Il primo e più ovvio è la pochezza del gruppo di contendenti per la Nomination Democratica.

Nei dibattiti son sembrati dei patetici clown, inutilmente protesi ad interessare il pubblico. L’emozione che hanno infuso nel grande pubblico non è stata l’entusiasmo, ma la paura.

Il più apparentemente stabile è l’ex Vicepresidente Joe Biden.

Ma “Slow Joe” è profondamente afflitto dalla nuvola di corruzione che gli pende sulla testa — e questa nuvola può solo diventare più spessa, man mano che vengono divulgate ulteriori informazioni sui rapporti truffaldini che ha intessuto in Cina, Ucraina ed altri paesi.

Biden mostra anche i primi segni di una demenza incipiente, che certo non lo aiutano molto. Nonostante sia il leader nei sondaggi nazionali [https://www.mittdolcino.com/2019/11/28/political-horse-raice-bloomberg-ha-rovesciato-la-warren/], la sua candidatura ha l’odore acre della morte politica.

In secondo luogo, l’unico Democratico di statura nazionale è l’ex Presidente Barack Obama.

Bill Clinton è così screditato da essere addirittura radioattivo per il suo Partito mentre sua moglie, “Crooked Hillary”, non è molto indietro rispetto al marito.

E’ quindi Obama la chiave di volta.

E cos’ha detto riguardo i contendenti? Di non poter sostenere Crazy Bernie e che Biden non sa entrare in contatto con gli elettori. Ma non ha mostrato entusiasmo per nessuno degli altri candidati.

Tutto questo, palesemente, lascia i Democratici senza leader.

Per questo motivo Michael Bloomberg, un tempo Repubblicano, è entrato in gara — per riempire il vuoto che si è venuto a creare.

Sfortunatamente per lui, l’ex Sindaco di New York City ha il carisma di un pesce lesso ed ha torto su questioni molto importanti per l’opinione pubblica.

Il suo ingresso nelle Primarie è più che altro un sogno ad occhi aperti, dettato dalla sua vanità — e presto imparerà che i suoi soldi non possono comprargli né l’affetto degli elettori né i loro voti.

Il terzo motivo e, forse, il più importante, è il sostegno che il Presidente Trump ha fra i neri e gli ispanici.

Il supporto che ha è più forte di quello di qualsiasi altro Repubblicano della storia recente. Questo ha portato i Democratici sull’orlo di una crisi isterica.

Un nero di alta visibilità che, qua e là, sfugge alla cosiddetta “Democrat Plantation of Dependency” è una cosa. Ma una fuga di massa è qualcos’altro. Scuoterebbe il Partito Democratico fin dalle sue fondamenta.

Nonostante i Democratici neghino l’erosione del sostegno delle minoranze, il fatto è comunque vero. Non dovrebbe essere una sorpresa, visto che la forte economia di Trump le ha beneficiate.

Questo contrasta nettamente con i decenni di abbandono e di vuote promesse dei Democratici.

Oltretutto, si trovano in generale dalla parte sbagliata delle minoranze quando si tratta di questioni come la scelta della scuola, l’agenda LGBT, il lavoro e il drastico diritto all’aborto.

Per avere una qualche possibilità a livello nazionale, i Democratici hanno assoluto bisogno di catturare in modo schiacciante il voto nero ed Ispanico.

Nessuno dei principali candidati Democratici è all’altezza di questo compito — non l’omosessuale da South Bend, non la falsa indiana del Massachusetts e nemmeno Crazy Bernie.

Biden è quello che si avvicina di più, ma farà flop per le ragioni sopra esposte.

È qui che entra in gioco Michelle Obama, perché rappresenta una possibile soluzione per ognuna di queste tre preoccupazioni.

Si distingue positivamente rispetto al resto del campo Democratico, che rappresenta comunque un ostacolo assai basso. Michelle, ovviamente, avrebbe il pieno supporto di Barack.

Inoltre, gli anziani del Partito la considererebbero la candidata ideale per provocare una diffusa defezione di neri dal Presidente Trump ….. anche se non funzionerebbe tanto con i Latini.

Con tutto questo non intendiamo dire che Michelle Obama entrerà sicuramente nella gara per le Primarie e che vincerà la Nomination. Avesse solo la metà dell’intelligenza che pensa di avere, ne resterebbe fuori, rendendosi conto che il 2020 non è un anno buono per i Democratici.

In effetti, se Michelle partecipasse alla gara, si renderebbe velocemente conto di quanto sia pateticamente impreparata.

Ma, vista la “mano” che i democratici devono giocare, potrebbero anche lanciarsi in un tentativo disperato, affidandosi a molte Ave Maria, con Michelle come loro portabandiera.

Dopotutto, un’Ave Maria ogni mille potrebbe anche passare. Chiedete a Roger Staubach e a Doug Flutie.

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Bloomberg: è un bene tassare i poveri, perché in questo modo avranno meno soldi per farsi male da soli

Michael Van Der Galien per PJ Media – https://pjmedia.com/election/video-bloomberg-taxing-the-poor-is-good-because-theyll-have-less-money-to-hurt-themselves/

Ora che l’ex Sindaco di New York Michael Bloomberg ha annunciato la sua candidatura alla presidenza, il gioco diventa interessante.

E, lo ammettiamo, è una cosa fantastica per quelli che, come noi, hanno una memoria di ferro.

Dopotutto, sono innumerevoli le volte in cui Bloomberg si è dimostrato un membro estremamente arrogante dell’élite dei “Sapientoni”.

Il caso in questione? Basta guardare questo video https://youtu.be/_4mZqqpBlL4 in cui Bloomberg spiega fondamentalmente che è un’ottima idea tassare i poveri, perché tasse più alte significano una minore disponibilità di soldi per farsi del male da soli — o qualcosa del genere [meeting del FMI tenuto a primavera nel 2018].

Egli ha detto: “”Alcuni dicono, bè, le tasse sono regressive. E’ vero, ma in questo caso sono un fatto positivo. Perché il problema riguarda essenzialmente le persone che non hanno molti soldi. E quindi tasse più elevate dovrebbero avere un impatto maggiore sul loro comportamento [rispetto a chi ha molti soldi] e su come si gestiscono””.

In altre parole, Bloomberg vuole usare le tasse per far sì che le persone si comportino nel modo che egli ritiene sia per loro migliore. D’ora in poi lo chiameremo “Daddy Michael”!

E ha continuato: “”Sento persone che dicono: ‘Oh, non dobbiamo tassare i poveri’. Bene, ma se vogliamo che i poveri vivano più a lungo, in modo che possano ottenere una buona istruzione (apparentemente, pensa che i bambini a basso reddito muoiano tutti all’età di 5 anni) e godersi la vita (evidentemente, pensa anche che le persone con meno soldi non possano godersela), allora dobbiamo tassarli””.

E poi ancora: “”Ecco perché bisogna fare esattamente ciò che molti dicono che si dovrebbe evitare””.

Concludendo: “”La domanda è: volete assecondare quelle persone, o volete farle vivere più a lungo? Non c’è alcun dubbio, se aumentiamo le tasse sulle bevande zuccherate, ne berranno di meno. E non c’è dubbio che le bevande zuccherate siano uno dei principali fattori che contribuiscono all’obesità — e che questa sia uno dei principali fattori per le malattie cardiache, il cancro ed una varietà di altre cose””.

L’arroganza di Bloomberg è davvero sorprendente. Quest’uomo non solo crede di sapere cos’è meglio per gli altri, ma non esita a dirlo finanche in un ambiente pubblico.

In un qualche modo, Bloomberg candidato dei Democratici un senso ce l’ha, vero?

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Scelti e tradotti da Franco