Huawei: invece di supportarla, paralizzatela!

Gordon G. Chang per The Gatestone Institute

David Goldman, affermato sinologo Americano, ha detto che un eminente Repubblicano, Consigliere del Presidente Donald Trump, ha definito la strategia americana per il 5G “il più grande disastro strategico nella storia degli Stati Uniti”.

Molte persone la considereranno un’esagerazione, ma l’incapacità americana di adottare una strategia adeguata avrà quasi certamente delle conseguenze storiche.

Il sistema “5G” rappresenta la quinta generazione della comunicazione wireless.

A febbraio, Newt Gingrich scrisse su Nesweek che, nel prossimo futuro, dominare il mondo wireless equivarrà a dominare il mondo.

E questa non è un’esagerazione. Vediamo perché.

Con una velocità 2.000 volte superiore a quella delle reti 4G esistenti, il 5G consentirà una connettività quasi universale a case, veicoli, macchine, robot e a tutto ciò che è collegato ad “Internet of Things” (IoT).

E, quando quasi ogni cosa sarà collegata a tutte le altre, la Cina potrà raccogliere tutte le informazioni del mondo.

Non è una preoccupazione teorica. Nel periodo dal 2012 al 2017, ad esempio, la Cina ha scaricato di nascosto i dati dell’Unione Africana, dalla sede del quartier generale di Addis Abeba, che aveva donato.

Per decenni i cinesi hanno rubato informazioni, proprietà intellettuale e dati americani per un valore di centinaia di miliardi/usd l’anno.

Queste continue attività criminali sono essenziali per implementare le politiche industriali cinesi — ed in particolare la controversa iniziativa “Made in China 2025”, un programma decennale per raggiungere il dominio nei settori tecnologici, che comprendono il 5G.

Il furto non esaurisce la portata del danno. La Cina, infatti, con il controllo del 5G sarà in grado di manipolare da remoto i dispositivi del mondo intero.

In tempo di pace Pechino potrebbe far precipitare le auto dalle scogliere, sbloccare le porte anteriori delle auto e spegnere i pacemaker. In guerra, potrebbe paralizzare le infrastrutture essenziali.

“Il gioco della Cina” — ha scritto David Goldman — “è quello di controllare la banda larga e quindi, a cascata, l’e-commerce, l’e-finance ed infine tutte le startup tecnologiche al servizio dell’ecosistema e quindi della logistica. Il mondo diventerà la bottega delle aziende cinesi”.

Non è un mistero ciò che Pechino pensa di usare per prendere il controllo della “bottega mondiale”: la Huawei Technologies.

La Huawei, fondata su tecnologie rubate agli americani, è il principale produttore mondiale di apparecchiature per telecomunicazioni e sta rapidamente diventando il fornitore mondiale del 5G.

Come ha scritto Goldman: “Huawei ha firmato accordi con tutti i fornitori di telecomunicazioni del continente euroasiatico”.

Pechino, sin dalla fondazione della Huawei nel 1987, ha finanziato le vendite delle sue apparecchiature elettroniche e promosso in ogni modo i suoi articoli. Nessun premio se indovinate il perché.

Come ha detto la Senatrice Marsha Blackburn a Fox News, Huawei è il “meccanismo di spionaggio” di Pechino.

Huawei, quindi, è un pugnale puntato al cuore dell’America e, come ha affermato l’anonimo Consigliere citato da Goldman, la minaccia è mortale.

Esistono varie strategie per affrontare la sfida cinese sul 5G, ma la più diretta è paralizzare la Huawei. L’Amministrazione Trump ha preso provvedimenti per farlo, ma lo sforzo sta venendo meno.

Il “Dipartimento del Commercio”, infatti, sembrerebbe voler sostenere quella pericolosa azienda cinese.

Domenica, in un’intervista alla Bloomberg Television di Bangkok, il “Segretario al Commercio” Wilbur Ross ha dichiarato che il suo Dipartimento concederà “molto presto” delle esenzioni per consentire di vendere alla Huawei: “Stiamo facendo dei buoni progressi e non c’è motivo per cui questo non possa succedere”.

A maggio, il Dipartimento di Ross aveva inserito il fornitore cinese di apparecchiature per telecomunicazioni nella “Entity List”.

Di conseguenza, le aziende americane devono ottenere un’approvazione preventiva per vendere o concedere in licenza alla Huawei i prodotti e le tecnologie coperte dalle normative statunitensi sull’esportazione.

Da allora, ha concesso due sole deroghe di 90 giorni a questi divieti. La seconda scadrà il 19 novembre.

A quanto pare, il Dipartimento non emetterà altre deroghe generalizzate ma concederà esenzioni a specifiche società. Ross ha dichiarato di aver ricevuto 260 richieste di deroga.

Ma concedere deroghe sarebbe un grave errore. “Gli Stati Uniti” — ha detto Brandon Weichert di “The Weichert Report” — “stanno permettendo alla Cina di cavarsela”.

Ross, ed altri assieme a lui, sostiene che le esenzioni individuali siano giustificate perché Huawei può ottenere le stesse forniture dal mercato interno — la società cinese ha sviluppato il suo chipset Kirin, che si dice sia comparabile ai prodotti Qualcomm — o da altri paesi.

In questione sono i semiconduttori che provengono principalmente da Giappone, Taiwan e Corea del Sud.

Ma Ross sta pensando troppo in piccolo. Gli Stati Uniti, invece di commerciare con la Huawei, dovrebbero impedire ai paesi citati di vendere dispositivi elettronici alla società cinese.

L’America ha il potere per tagliare tutte le vendite. Il Giappone e la Corea del Sud, infatti, sono alleati militari degli Stati Uniti e Taiwan, sebbene non sia più un partner del Trattato [di Difesa], dipende ancora di più da Washington per la sua sicurezza.

Visto che Huawei rappresenta una grave minaccia per tutti, non è chiaro perché Washington non debba convincere i fornitori giapponesi, sudcoreani e taiwanesi a tagliare le forniture alla società cinese.

Taipei afferma che Washington non ha mai chiesto alla “Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.”, il gigantesco produttore di chip, d’interrompere le vendite alla Huawei.

Il problema, quindi, è perché gli Stati Uniti non ne hanno fatto nemmeno richiesta.

Fino ad ora, l’Amministrazione Trump ha cercato di usare la convinzione, a volte con qualche spintarella, nei riguardi di amici e partner.

I funzionari americani hanno affermato, ad esempio, che potrebbero ridurre la condivisione delle informazioni d’Intelligence con quei paesi che usano gli equipaggiamenti Huawei nelle loro reti 5G.

È troppo poco. Vista l’importanza del problema, l’Amministrazione Trump dovrebbe costringere gli altri paesi — Giappone, Corea del Sud, Taiwan — a fare una scelta: vendere alla Huawei o vendere nel più grande mercato del mondo, quello americano.

L’anno scorso il deficit commerciale Americano verso il Giappone è stato di 67,2 miliardi/usd. Rispettivamente di 17,8 e di 15,2 miliardi/usd verso la Corea del Sud e Taiwan.

I funzionari statunitensi hanno detto anche ad altri paesi di non acquistare i dispositivi Huawei 5G, ma se questi non possono acquistare da quella società cinese, allora anche gli americani non dovrebbero rifornirla.

Mettiamo Huawei fuori dal mercato, quindi. Non aiutiamola nei suoi sforzi per farci del male.

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Link Originale: https://www.gatestoneinstitute.org/15138/china-cripple-huawei

Scelto e tradotto da Franco