Ma i migranti stanno arrivando sulle coste italiane o no? Facciamo chiarezza con i dati, usando quelli ufficiali del Ministero degli Interni (sorprese in vista mi sa….)

Visto il tifo da stadio, che non fa bene al Paese, tifo da Roma che trasuda oggi dividendo i votanti tra pro e contro sovranisti (iinvece di unirli; forse dovrei dire post sovranisti dopo la rinuncia all’ITALEXIT, ndr) vorrei fare un passo di lato: dunque vorrei proporre solo dati, quelli ufficiali dell’immigrazione in Italia, pubblicando quanto ottenibile dal cruscotto del Ministero degli Interni.

Da oggi in avanti faremo due flash al mese, per dare i  numeri ufficiali. Uno alla fine del mese ed uno circa alla metà del mese. Il punto di partenza, visto che i dati sono mensili nelle analisi proposte dal Ministero, verranno fatte a partire dal 1.10.2019, ovvero dal primo mese intero in cui il presente governo giallorosso è entrato in carica. Lo scopo è comparare la gestione dei gialloverdi (Salvini, Min. Interni) con quella dei giallorossi (Lamorgese).

Tutto in modo asettico, senza urlare, solo dati e valutazioni oggettive. Questo può secondo noi essere utile per stemperare i toni ossia dare agli italiani, anche in vista delle elezioni in Umbria, totale obiettività sullo “status quo migrazione” in modo da poter scegliere nel caso il proprio partito con coscienza e informazione adeguata.

Faccio presente a scanso di equivoci che i confini nazionali vanno sempre difesi e dunque i migranti vanno controllati e limitati: non esiste in nessun paese che ci sia un flusso incontrollato di migranti al confine. Se questo governo, alla luce di quanto fatto dal predecessore Salvini farà peggio lo evidenzieremo, stigmatizzando la mancata difesa dei confini. Viceversa se farà bene, ossia circa come Salvini o addirittura meglio, non avremo problemi a riconoscerlo. Lo scopo, lo ricordo, è dunque fermare i migranti, gli italiani vogliono questo! (anche la logica lo vorrebbe…).

Dunque, le parole d’ordine saranno “FATTI” e “VERIFICA”. Oltre che sana “COMPETIZIONE basata sui risultati, evitando il tifo da stadio in relazione a chi avrà raggiunto o meno i risultati che la popolazione vuole. Solo fatti.


Fare click sull’immagine sopra per andare alla pagina ufficiale del Ministero dell’Interno/Migranti

NUMERO DI IMMIGRATI IN ARRIVO IN ITALIA

Nel mese di ottobre, dal 1.10.2019 al 11.10.2019 il numero di migranti arrivati in Italia è stato di 306 persone (Ministro degli Interni: Lamorgese), mentre l’anno scorso nell’intero mese di Ottobre (Ministro degli Interni: Salvini) il numero di migranti arrivati in Italia è stato 1007.

Dunque, il trend in corso ci fa ben sperare che, al contrario di quanto sembrerebbe, il governo giallorosso rischia di fare addirittura meglio di Salvini nella limitazione del numero di migranti arrivati in Italia.

Prossimo aggiornamento: fine ottobre 2019


RIMPATRI

In relazione ai rimpatri, permettetemi alcune precisazioni, visto che i dati sono difficilmente reperibili. Ossia per il momento ci riferiamo ai dati di stampa, dando le fonti:

Rimpatri nel 2017 – Ministro Minniti (vedasi fonte al LINK):

6514 forzati e 869 volontari = 7383

Rimpatri nel 2018 – Ministro Minniti per circa 6 mesi, poi Salvini (vedasi fonte al LINK):

6820 forzati + volontari 1161 = 7383

Rimpatri nel 2019, – Ministro Salvini, dal 1.1 al 15.6.2019 :

Totale 2839 (forzati + assistiti, dati del Min. Interni)

Rimpatri nel 2019, – Ministro Salvini fino a circa il 10.9.2019, poi Lamorgese dal 1.1 al 22.9.2019 :

5044 forzati + volontari 200 = 5244 (vedasi fonte al LINK)

Ossia, al contrario delle apparenze i rimpatri sono stati relativamente bassi durante la gestione Salvini, vedremo – speriamo – se i giallorossi sapranno fare meglio.


Una nota metodologica sulle ragioni del caos migranti.

Il problema dell’accumulo di migranti in Italia parte dall’accordo di Dublino III, che di fatto vincolava e legava i migranti giunti dall’esterno al paese del porto di primo sbarco, dove vengono registrati. Visto che l’Africa NON è davanti ad Amburgo ma davanti alla Sicilia, è chiaro che i migranti africani di fatto sono costretti a sbarcare in Italia restando poi vincolati all’Italia in forza degli assurdi dettami dell’accordo di Dublino III, ricordando per altro che in Spagna c’è un muro con il filo spinato che non permette all’immigrazione africana di entrare nelle enclaves spagnole (ma i media italiani fanno finta di non vederlo). Dunque “L’attuale versione del regolamento di Dublino (Dublino III) è stata sottoscritta dal governo italiano nel 2013, quando il Presidente del Consiglio era Enrico Letta.

Ma chi è Enrico Letta? L’ex primo ministro italiano, del PD, è nipote del braccio destro di Berlusconi (Gianni Letta); fu licenziato da Renzi; poi emigrò in Francia andando a lavorare per l’Università dei servizi segreti francesi, Science Po. Ossia lavora oggi per lo Stato francese, da cui viene stipendiato, come rettore di università, di fatto. Lui andò a sostituire a Science Po il famoso Ghessam Salamè, un accademico franco-libanese, che ricopre da anni la carica di – indovina indovina – capo dell’UNSMIL, l’ente dell’ONU deputato a gestire la transizione in Libya dopo il colpo di Stato imposto dai francesi nel 2011 per uccidere Gheddafi, essendo ancora oggi al vertice. Ossia Salamè è coinvolto nella gestione dell’arrivo dei migranti in Italia, in forza del suo ruolo (ossia è responsabile, assieme ai suoi due predecessori dal 2014 – vedasi sotto – dell’invasione di migranti in Italia). Pensate che come responsabile del UNSMIL ci fu anche uno spagnolo molto legato ai tedeschi, Bernardino Leon, poi travolto dagli scandali di consulenze in conflitto di interesse col ruolo. Poi fu il turno del tedesco Martin Kobler, a cui seguì il Salamè. La  logica che vorrebbe un italiano a gestire tale critica posizione è stata sempre negata. E pur anche i governi italiani nulla hanno fatto per lamentarsi di questo, senza distinzione di colore (invece di urlare bisognava chiedere al sostituzione immediata di Salamè nel suolo di capo dell’UNSMIL,mettendo al suo posto un diplomatico italiano, meglio se un ex militare).

Chi scrive ha nulla stima per Enrico Letta.

Mitt Dolcino