Anche Rinaldi rinnega il Piano B per l’uscita dall’euro a favore del Piano A, i miniBOT. Il gattopardo italiano

Le agenzie di stampa hanno battuto ieri la notizia, di cui al titolo (vedasi al LINK). Certo, non posso dire che non fosse attesa: Antonio Maria Rinaldi, quello che ha venduto a mari e monti il suo Piano B per l’uscita dall’euro (pro-ITALEXIT, in realtà mi verrebbe da dire che fu iniziativa più di GPG Imperatrice, a guardare bene, ma tant’è) oggi da onorevole leghista rinnega la sua creatura e preferisce i miniBOT di Armando Siri, il referente economico della Lega, ex uomo di Mediaset in Liguria.

Questa è una notizia. Non tanto per il supporto ai miniBOT, che chi scrive continua – per il nulla che vale – a ritenerlo strumento assolutamente deleterio oltre che costosissimo e soprattutto iniquo (se si vuole fare una patrimoniale per uscire dall’euro che la si faccia, tutto sommato sarebbe risolutiva, ma che sia a carico di tutti e non principalmente della classe media e medio-bassa come invece sono i miniBOT), ma per chi oggi benedice tale scelta strategica governativa. La  cosa interessante è infatti leggere le affermazioni secondo cui il soggetto che spingeva per il Piano B oggi dice “Se qualcuno ha soluzioni migliori le tiri fuori…” (…).

Infatti Antonio Maria Rinaldi è – o forse era –  anche e soprattutto il supposto delfino di Paolo Savona, ovvero di colui che, mentre era al governo, bollò quanto meno come inappropriata la scelta dei miniBOT (forse anche fesseria?), preferendo invece altre soluzioni più ortodosse come gli investimenti strutturali per fare aumentare il denominatore del rapporto debito/PIL (investimenti strutturali che invece non ci sono stati, ndr). Non a caso il ministro Tria, che fu scelto nel solco della linea di pensiero di Savona dopo il veto di Mattarella al nobile sardo, ha confermato la sua contrarietà ai miniBOT, guarda caso paventando più o meno le stesse argomentazioni dell’ex ministro alle Politiche Comunitarie oggi alla Consob, ostracizzato dai gialloverdi – anzi soprattutto dalla Lega – per la sua contrapposizione al progetto di Armando Siri, che poi era un progetto di Berlusconi fin del 2014, i miniBOT appunto.

Faccio notare che sia la Lega che il M5S sostengono che NON si vuole uscire dall’euro, ossia viene negata a prescindere la possibilità che detti miniBOT servano per pagare l’ITALEXIT, ad esempio saldando il Target 2 ; ossia – tradotto – i miniBOT saranno necessariamente uno strumento che dovrà essere tenuto in vita per anni, sostituendo quanto dovuto alle famiglie in euro con carta straccia inutile ad es. per comprare beni di importazione, oltre ad essere a valore zero per uno straniero ossia non convertibile in euro ufficialmente, essendo accettato su base volontaria. Come il patacon argentino insomma.

Vademecum sull’imposta patrimoniale che EU e Germania (di concerto con le elites miliardarie italiane che controllano i media) cercano di imporre all’Italia

Come vedete tutto cambia perché nulla cambi, soprattutto nella politica romana. Sinceramente alla fine sono contento dell’outing di Rinaldi: nella vita bisogna prendersi delle responsabilità e quindi la scelta di ripudiare ufficialmente il proprio piano B dell’ITALEXIT a favore del piano A, i miniBOT, se non altro fa chiarezza sul proprio credo e sulla propria coerenza. In ogni caso così facendo quanto meno ci si prende la responsabilità pubblica delle proprie azioni e delle proprie decisioni: i miniBOT avranno infatti conseguenze per l’Italia e non solo, nel bene e nel male; oggi  Rinaldi li approva, assumendosi le proprie responsabilita. Ricordate in futuro la parole di Rinaldi!

Ai posteri l’ardua sentenza (che poi ritengo non sarà così ardua, per capirne gli effetti a posteriori…).

Mitt Dolcino

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