Il piano della Lega per quadrare i conti (visto che dall’euro non si vuole più uscire): dopo il taglio delle detrazioni avremo i miniBOT voluti da Berlusconi, ossia da Siri, ergo da Salvini. Una patrimoniale per i “non ricchi”?

Prima di tutto va chiarito chi sia colui che – politico di peso – per primo ha proposto i miniBOT, guarda caso poi difesi a spada tratta da Armando Siri, diventato responsabile economico della Lega, nonchè uomo di Mediaset in Liguria (ossia del Cavaliere, ora avete capito i legami diciamo solo parzialmente occulti tra Berlusconi e Salvini): il primo fautore dei miniBOT fu proprio l’ex Cavaliere, capirete dopo il perchè. Era l’anno del Signore 2014!

Detto questo, deve essere chiaro che ormai la Lega non vuole più uscire dall’euro, tutte parole al vento quelle del Capitano, a maggior ragione dopo che gli stakeholders della Lega – ossia i suoi di fatto finanziatori, diciamo i suoi grandi elettori che è più corretto, parlo dei ricchi industriali e delle elites padane – vedono l’uscita dall’euro come fumo negli occhi. Appunto, “Stop Euro” è stata solo propaganda “alla Salvini”, per prendere voti, in questo bravissimo; se non fosse che l’Italia non è mai stata così vicina al default, beh, forse i metodi salviniani sarebbero anche  potuti funzionare.

Cartesianamente resta però un fatto, post elezioni europee di maggio prossimo: i conti italiani sono già saltati da un pezzo e dunque i leghisti dovranno porci rimedio,visto che usciranno dalle urne sebbene EUropee con la maggioranza relativa. Tradotto, bisognerà o TAGLIARE LE SPESE o AUMENTARE LE TASSE.

A sinistra: la coerenza  politica di Silvini

Le Tax Expenditures: dove saranno i tagli? (notate: gli 80 euro di Renzi fanno parte delle tax expenditures…, per nasconderli nel bilancio dello Stato? – da Il Sole 24 Ore)

Ieri vi abbiamo spiegato come il governo stia studiando proprio la riduzione delle spese: lato uscite, infatti, si sta studiando il taglio delle cd. tax expenditures, ossia le detrazioni, i rimborsi, i bonus (energia, ristrutturazione, mobili ecc.) erogati alle famiglie, che sono delle uscite, di fatto. Ecco, il governo interpreta il taglio dei rimborsi principalmente come tagli dei rimborsi pagati alle famiglie, ossia  come un taglio dei costi dello Stato (peccato che in realtà questa sia, di fatto, un’altra tassa sulle famiglie). Notasi: tale taglio dei rimborsi toccherà molto marginalmente i miliardari italiani e le elites nazionali in genere.

Lato entrate si fa invece fatica ad aumentare le tasse,essendo già altissime. A maggior ragione si evita giustamente di caricare le aziende di altri costi, per le poche che ancora non delocalizzano. In realtà si parla insistentemente di aumento dell’IVA, ad oltre il 25% (in Svizzera, come comparazione, è del 7,7%, ndr). Notasi, encore, nel caso, si noti che tale taglio dei rimborsi toccherà molto marginalmente i miliardari italiani e le elites nazionali in genere.

Cominciate a vedere la lunga ombra degli interessi del Cavaliere e di chi egli rappresenta? No? Bene proseguiamo allora.


I MINIBOT, UN MODERNO GIOCO DELLE TRE CARTE

Nel 2014 Berlusconi (ai tempi era forse senza passaporto?) già ipotizzava la doppia moneta. E Rinaldi profetizzava la fine dell’euro (5 anni dopo la moneta unica è più viva che mai, anche il partito per cui si candida non vuole più uscirne…)

Prima di tutto non preoccupatevi nel breve: filo alle elezioni EU nessuno farà nulla, men che meno ci saranno conferme o smentite ufficiali, votate tranquilli poi si vedrà.

Detto questo l’altro metodo per imporre una tassa senza farsi “sgamare” sono, perdonatemi, i miniBOT. Lo so, vi sto distruggendo un’illusione da bamibino cresciuto ma vorrei cercare di farvi ragionare. Infatti basta pensarci attentamente e capirete che alla fine si tratta di una tassa patrimoniale occulta caricata solo sulle famiglie e NON sui miliardari, che a questo giro si cerca di salvare visto che Berlusconi è l’unico miliardario che non è potuto espatriare (fore causa sequestro del passaporto?), per magari – come han fatto molti suo colleghi miliardari – poi ritornare in Italia con la Legge Gentiloni (PD) sul rientro dei Paperoni.

Or dunque: i minibot serviranno per fare crescita. Vero, direi innegabile (sempre che si azzecchino i progetti, ad es. la TAV fa molto meno indotto di 10 progetti di 1/10 di valore della TAV, ndr). Notate però che anche con l’imposta patrimoniale classica si farebbe crescita: imponi una tassa, che so, del 5-10% tutti i patrimoni mobiliari superiori a 0.5-1 milione di euro e racimoli 50 mld di euro di tasse adattando l’aliquota per ottenere il risultato voluto. Con questi soldi fai poi investimenti strutturali, sperando che ciò inneschi la crescita.

Peccato che, più praticamente, i miniBOT verranno conferiti alle famiglie, permettendo allo Stato di tenersi in tasca 50 mld di euro già incassati in tasse pagate in moneta EUropea. Riletta, le detrazioni – oggi versate alle famiglie in euro per un ammontare circa pari a, appunto, 50 mld di euro – domani verranno corrisposte SEMPRE ALLE FAMIGLIE ma sotto forma di 50 mld di miniBOT, ossia  non con gli euro; dunque alle famiglie verrà data carta inutile fuori dall’Italia. Come conseguenza lo Stato si troverà con 50 mld di euro in tasca per fare investimenti strategici, vedremo quali. Un moderno gioco delle tre carte.


LA TASSA OCCULTA DEI MINIBOT

L’immagine ingennvolmente amichevole dei due giudici siciliani nasconde in realtà una fregatura per le famiglie?

Quello che devo incitarvi a valutare è che sia nell’imposta patrimoniale che coi minibot qualcuno pagherà una tassa. Sulla patrimoniale è lapalissiano chi paga e come. Sui miniBOT bisogna invece pensarci. Ve lo spiego in quattro parole: il punto è che coi minibot la tassa verrà pagata da chi tale moneta parallela riceverà, ossia le famiglie italiane. Infatti le detrazioni, i rimborsi, insomma le tax expenditures verrebbero erogati in miniBOT (anche chiamati “moneta fiscale”). Appunto, coi miniBOT invece di far pagare chi i soldi li ha – i patrimoni superiori ad 1 milione di euro ad es., o anche le pensioni d’oro di Stato che non hanno versato nemmeno il 50% dei contributi – le tasse a questo giro le si vorrebbe prendere dalle famiglie, che di conserva avranno meno a disposizione per vivere e consumare.

Il problema è che tali miniBOT dati alle famiglie IN ECCESSO rispetto alle tasse che le famiglie pagano, dovranno essere “scambiati” con soggetti italiani che possono invece utilizzare tali miniBOT per pagare tasse. Infatti, visto che mediamente le famiglie – dipendenti e pensionati – hanno l’imposta alla fonte, si troveranno in mano dei miniBOT in eccesso rispetto alle tasse che HANNO GIA’ PAGATO e che devono pagare! Quindi saranno costretti a cederli, a sconto.


I NUMERI (STIMATI) DEI MINIBOT: CHI PAGA E QUANTO

Anche il sidaco di Napoli vuole la sua momneta parallela, come una città stato: in effetti si potrebbe ridurre la disoccupazione locale impiegando il personale delle stamperie clandestine di euro della zona di Scampia…

Appunto, i numeri che nessuno nella Lega mai confermerà stimano che, per la parte che non potrà essere usata dalle famiglie per le tasse, verrà applicato uno SCONTO rispetto al valore nominale di ogni miniBOT nel trasferimento a chi le tasse (coi miniBOT) le può pagare.

Tale sconto dovrebbe aggirarsi tra il 10 ed il 30%, con punte del 40-50% a seconda della durata a scadenza dei minibot stessi. Facciamo due conti riassuntivi (un esempio, per capire) : 

– lo stato incasserà 50 mld in euro e darà 50 mld in minibot alle famiglie, al posto dei rimborsi/detrazioni/bonus ecc.
– dunque le famiglie riceveranno i 50 mld di minibot invece che euro
– di tali 50 mld le famiglie riusciranno a compensarne circa 25 mld in tasse e in negozi convenzionati, diciamo così (permetteranno di pagare un minimo a tutti in minibot in elettrictà, gas ecc. a patto che il fornitore sia ENEL ed ENI o qualche azienda di Stato, ad esempio)
– dei 25 mld restanti diciamo che in media 25% verrà perso nello scambio dei minibot con chi ha capienza per pagare tasse
– ossia le famiglie subiranno un salasso pari in media a 7 mld di euro (25% di sconto), più propriamente 10 mld di euro (30%+ di sconto). 

Tenendo conto che oggi l’IMU costa agli italiani ca. 20 mld di euro, significa che i miniBOT sarà di fatto una tassa caricata sulle famiglie pari al 50% dell’IMU. Naturalmente i consumi scenderanno proporzionalmente (alla fine prima ti danno il reddito di cittadinanza e poi se lo riprenderanno in parte col costo occulto dei miniBOT)
Considerato poi che l’IMU salirà – già confermato -, beh, auguri…

Come ben sapete chi scrive ritiene che NON ci sia alternativa all’uscita dall’euro, pena tasse a non finire che comunque, in ogni caso, condurranno ad un crollo del benessere italico.


UN INUTILE GIOCO DELLE TRE CARTE (LO STATO BISCAZZIERE?)

La cosa triste infatti è che, facendo bene i conti, i numeri dei miniBOT sono comunque destinati a NON far tornare i conti dello Stato; anche tale nuova tassa occulta è infatti una goccia nel mare, visto che il debito nazionale è di 1500+ mld di euro, la crescita è circa allo zero ed il rapporto debito/PIL senza economia sommersa viaggia attorno al 155%. Da qui la necessità ad esempio di “attaccare” anche una parte delle tredicesime, ad esempio, corrispondendole in miniBOT e non in euro (…). Dunque temo che più tardi, nel biennio 2019-2020, in un ambito di crisi sistemica, si potrebbe decidere di dare in miniBOT anche una parte delle tredicesime, ad esempio…

Tralascio il fatto che tale salasso a carico delle famiglie ridurrà comunque i consumi interni, compensando in negativo la maggior crescita che dovrebbe arrivare dagli investimenti strutturali dello Stato, grazie ai 50 mld di euro che si troverà in tasca con l’escamotage dei doppia valuta fiscale.

Resta il fatto che il piano è far pagare chi ha poco ma non nulla (le famiglie, la classe media), evitando invece di far pagare chi ha molto (i miliardari). Ovvero pagherebbero sempre i soliti, invece la casta miliardaria – ad esempio i benedetti dalla legge PD sul rientro dei Paperoni, spesso essi stessi responsabili della crisi italica, … – continueranno a pagare lo zerovirgolaqualcosa dei propri redditi esteri; parimenti le PMI italiane continueranno a pagare circa il 70% dei loro utili in tasse.

Il tacito accordo tra Renzi e Berlusconi potrebbe vertere precisamente su tale assioma: non viene eliminato lo scandaloso trattamento riservato ai Paperoni rientrati in Italia (voluto dal PD, Carlo Debenedetti e Serra di Algebris hanno aderito, assieme a molti altri), “coprendo” per legge, anche l’esenzione di future imposte patrimoniali; ma verrà permesso parimenti a quelli come il Cavaliere di non pagare usando l’escamotage dei miniBOT, ossia facendo pagare la patrimoniale a quelli “non ricchi”, un po’ di cacca a tutti insomma. Poi, che vada veramente a finire così è tutto da vedere.

Mitt Dolcino