Apologia della povertà

Non c’è nulla di progressista nell’invito dei Verdi a rovesciare il capitalismo

Fraser Myers per spiked on-line

I protestatari del cambiamento climatico, “Extinction Rebellion”, hanno trascorso la settimana a bloccare le strade di Londra inscenando simulazioni di persone morte, incollandosi ai treni, arrampicandosi sugli autobus e persino incatenandosi alla casa del leader laburista Jeremy Corbyn.

L’obiettivo degli attivisti è di provocare il massimo disagio e di farsi arrestare per attirare l’attenzione sui cambiamenti climatici. I leader della protesta affermano che l’umanità andrà verso l’estinzione a meno che le emissioni di anidride carbonica non vengano ridotte a zero entro il 2025.

Sono arrivati a paragonarsi a Ghandi e a Martin Luther King. In un suo podcast la BBC è arrivata a chiedersi se gli attivisti di “Extinction Rebellion” non siano da considerarsi come “le nuove suffragette”.

Sono inoltre sostenuti dalla sinistra radicale, che si è persuasa apoditticamente che sia in atto una grave ribellione.

La scorsa settimana il nuovo quotidiano di sinistra, “Novara Media”, ha pubblicato sui social media un video in cui un vecchio guerriero ecologista, George Monbiot, chiede la fine del maneggionismo verde e degli sciocchi micro-consumatori di cotton-fioc sostenibili, etc.

Al contrario, egli sostiene che “si debba andare al cuore del capitalismo e rovesciarlo”.

Il pubblico ha esultato e la clip è diventata virale, con oltre un milione di visualizzazioni. Ha esultato anche James Corden della “Gavin e Stacey” [celebre sit-com inglese], che lo ha ritwittato, mentre le sinistre, eccitatissime, hanno sottolineato la possibilità di un decisivo e radicale cambiamento.

Si sarebbe aperta, a loro dire, una cosiddetta “finestra di Overton” a favore dell’abolizione del capitalismo.

Ma la sinistra, tuttavia, dovrebbe fare campagne a favore del progresso umano, ovvero più ricchezza e maggiore partecipazione delle persone comuni.

Il principio informatore di “Novara Media” – “Fully Automated Luxury Communism” [https://www.youtube.com/watch?v=dmQ-BZ3eWxM ] –  fa l’occhiolino a questa aspirazione.

In termini Marxisti, il capitalismo verrebbe sostituito a suo dire da una società comunista, ovvero quella dell’abbondanza per tutti.

Ma, mettendo via il discorso pseudo-radicale della ribellione e della rivolta, diventa chiaro che né “Extinction Rebellion” né le eccentriche divagazioni di Monbiot siano da considerarsi come una seria sfida da sinistra al capitalismo.

Non è l’invito a gettar via il capitalismo in favore di un nuovo sistema che può provvedere all’abbondanza per tutti.

Al contrario, la critica ambientalista del capitalismo è che, sostanzialmente, abbiamo troppe cose, troppa ricchezza e che dovremmo tornare ad uno stato feudale, preindustriale.

In quella clip virale, ad esempio, due delle cose che Monbiot ci ha detto è di rinunciare alla carne e ai viaggi in aereo. Il poter volare, ovvero la capacità di attraversare i continenti in tempi sempre più brevi, è sicuramente uno dei maggiori guadagni dei tempi moderni.

Per qualche centinaio di sterline, inoltre, si può viaggiare fino all’altra parte del mondo e per meno di un centinaio si può raggiungere praticamente qualsiasi nazione europea.

Allo stesso modo, l’abbondanza di cibo di cui il mondo sviluppato può godere va considerata come un trionfo della modernità. Gli sviluppi della moderna agricoltura, dell’imballaggio e del trasporto fanno sì che la carne non debba più essere razionata.

Anche le persone più povere dell’Occidente possono gustare una dieta a base di carne che, meno di un secolo fa, sarebbe stata possibile solo per gli aristocratici. Ma, secondo gli ambientalisti, questo progresso è una cosa molto brutta.

L’attacco dell’ambientalismo al miglioramento del tenore di vita delle persone povere è spesso del tutto esplicito.

Nel 2007, infastidito dal fatto che gli adolescenti “di una delle zone più povere della Gran Bretagna” potessero permettersi “costosi tagli di capelli, vestiti alla moda e telefoni cellulari”, Monbiot concluse, in un articolo sul Guardian, che i paesi ricchi avevano raggiunto il punto in cui è giusto smettere di crescere.

Non solo, ma avrebbero dovuto cominciare a ridurre il tenore di vita e a diventare più poveri. “Generare la Recessione” è il titolo che egli scelse quando ripubblicò l’articolo sul suo sito web.

Nel libro edito nel 2007, “Heat”, Monbiot scrisse che l’ambientalismo doveva essere “una campagna non per l’abbondanza ma per l’austerità, non per una libertà maggiore ma per una minore ….. una campagna non solo contro le altre persone, ma soprattutto contro sé stessi”.

Molti osservatori hanno notato la stragrande composizione bianca e borghese degli attivisti di “Extinction Rebellion”.

Non sorprende che poche persone della classe operaia condividano la convinzione degli ambientalisti che siamo tutti troppo ricchi e che dovremmo abbracciare la moderazione, il razionamento e la recessione.

Se una volta gli anticapitalisti facevano appelli per rovesciare il capitalismo nel nome dell’abolizione della miseria umana, ora chiariscono che il loro obiettivo è quello di promuoverla.

Il capitalismo può certamente essere sfruttatore e disuguale, ma il nuovo anticapitalismo è decisamente anti-umano.

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Link Originale: https://www.spiked-online.com/2019/04/18/apologists-for-poverty/

Scelto e tradotto da Franco

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