La Turchia è il “punto zero” del contagio globale

Lo scorso anno la crisi della lira turca si trasformò rapidamente in una crisi dell’eurozona, con il forte rialzo dei rendimenti obbligazionari italiani e l’euro che invertì rapidamente l’importante rialzo che aveva conseguito nel Q1 [1° trimestre], vicino a $ 1,25.

Aveva quasi scatenato la crisi globale dei Mercati Emergenti e causato la successiva liquificazione del dollaro.

Questa settimana il Presidente turco Erdogan ha vietato la vendita allo scoperto della lira turca come risposta alla completa inversione della politica monetaria della Federal Reserve, dopo l’ultimo rialzo dei tassi a Dicembre.

I mercati hanno risposto alla Fed con una rapida e profonda inversione della curva dei rendimenti US. L’illiquidità del dollaro è davanti ai nostri occhi.

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Domanda, da quando Berlusconi è diventato pro-euro? Circa dall’attacco di Bollore’ a Mediaset. Certo che Vivendi fece davvero un blitz da kamikaze….

Riflettevo con un amico avvocato sull’affaire Vivendi-Mediaset. Certo, l’attacco all’impero televisivo di Arcore è sembrato davvero uno spartiacque, dopo tale evento l’ex Cavaliere sembra essere diventato prepontentemente (e stranamente) pro-euro. Ricordo invece ai bei tempi, parlo di giugno 2011 se non sbaglio, quando i media raccontavano che Berlusconi aveva addirittura elaborato, nel bel mezzo della crisi dello spread (innescata dalle vendite di BTP da parte di Deutsche Bank) addirittura un piano per l’uscita dalla moneta unica sembra presentato al presidente Napolitano (…). Appunto, bei tempi…
Senza dimenticare che – memento i risolini in diretta – per molto tempo Berlusconi imputò l’attacco nei suoi confronti e nei confronti dell’Italia proprio all’EUropa di Merkel e Sarkozy…

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FMI e BRI avvertono che la prossima crisi schiaccerà l’Eurozona e i Mercati Emergenti

Negli ultimi giorni molti investitori si sono chiesti perché, con la valuta in caduta libera e con le riserve ancora una volta evaporate, la Turchia avesse preso la drastica misura di porre il tasso “swap overnight” ad oltre il 1.000%, nel tentativo di schiacciare i ribassisti.

La risposta potrebbe essere più semplice di quanto ci si possa aspettare: se la Turchia non impedisce che il panico si intensifichi sempre di più, questa volta potrebbe esserci nessuno ad aiutarla.

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E’ dai tempi della crisi di Suez che non eravamo governati da sfigati come questi

La sovversione della Brexit condannerà questa classe politica all’infamia perenne.

Il popolo britannico, in un referendum libero ed equo, ha votato per lasciare l’Unione Europea. Lo ha fatto con la piena consapevolezza delle sue conseguenze, che sono palesi e ovvie per tutti.

Non gli è stato mentito. Non è stato ingannato. Ha votato per andarsene senza alcuna interferenza da parte dei Russi. Non ha votato per andarsene come conseguenza di sofisticati messaggi su Twitter o Facebook. O a causa di un grosso autobus rosso.

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Il Califfato a Parigi

Redazione: La pressione demografica dei musulmani di nuova e vecchia immigrazione, gli attentati islamisti, l’attacco alle Chiese e alla cultura Cattolica, le minacce dei più prestigiosi centri della religione Musulmana ….. sta forse nascendo un Califfato a Parigi? Il nostro allarme in due brevi articoli tratti dalla stampa internazionale.

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Il sentimento anti-tedesco in Italia è fatto antico (memento, Lega). Un monito su cosa significhi abbracciare l’EU tedesca ed essere dominati a casa propria: il Sant’Ambrogio del Giusti….

Le Cinque Giornate di Milano, la rivolta contro i “tedeschi” del tempo

Purtroppo sento troppi nordisti come me, io che sono addirittura alpino, affermare – probabilmente per interessi specifici dell’interlocutore – che all’euro non c’è alternativa. Ed anche che all’EU non c’è di fatto alternativa, troppo difficile uscirne, di fatto sposando i principi asimmetrici dell’EU tedesca nel suo abbraccio mortale. In questo vedo molto più revanscisti i popoli meridionali, che hanno poco da perdere rispetto all’attuale oltre a molta più crescita prospettica davanti a loro. Quanto meno rispetto alle genti del nord, che hanno forse paura di perdere il residuo splendore del loro apparato industriale che una volta molti invidiavano.

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Venezuela, lo spettro della guerra civile

Con l’arrivo delle truppe russe, i militari venezuelani schierano i missili S-300

Questo fine settimana Mosca ha tracciato senza ambiguità la sua “linea rossa” riguardo l’intervento militare statunitense in Venezuela.

Ha quindi inviato un aereo da trasporto militare pieno di truppe russe, che è atterrato a Caracas sabato scorso. Immediato il dispiegamento, in una base a sud di Caracas, dei sistemi missilistici antiaereo S-300.

L’aereo da trasporto russo An-124 che è atterrato a Caracas trasportava nientemeno che il Generale Russo Vasily Tonkoshkurov, “Capo di Stato Maggiore delle Forze di Terra” e “Primo Vice Comandante in Capo delle Forze Terrestri della Russia”, accompagnato da 99 militari e 35 tonnellate di carico.

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Ogni volta che il dollaro si indebolisce, BCE e Bank of China sembra quasi che stampino loro valuta, comprino dollari e poi comprino azioni USA. Il trucco è non far svalutare il dollaro: così cercano di “fottere” Washington!

Oggi le cd. valute forti – come succedeva ai tempi dell’accordo del Plaza – sono quelle dei Paesi che riescono a svalutare alla bisogna, nonostante tutto. Lasciando il conto da pagare a chi non può invece svalutare. La lira era vincente per questo, lasciando il conto da pagare al marco tedesco. Entrata nell’euro la partita si è ribaltata, il nuovo marco chiamato euro è da lustri molto più svalutato di quello che sarebbe senza PIIGS nella compagine eurica, lasciando il conto da pagare ad es. a Italia e Grecia.

La stessa cosa capita al dollaro, solo che per cotanta sfida Berlino non è sufficiente; infatti si è dovuta alleare con Pechino per raggiungere il fine: non permettere al dollaro di svalutare ossia di lasciare il conto agli altri (come Washington faceva da 50 anni). Chiamasi “Thy the neighbor“, in slang.

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NON ci sono scorciatoie al ripagare il debito statale: prima delle elezioni EU spiegheremo i piani leghisti per i minibot, conti e conseguenze incluse. Almeno la gente avrà le idee chiare su cosa voterà

 

Stavo riflettendo con amici negli scorsi giorni sul fatto che sia sparito dal radar il concetto di uscita dall’euro per l’Italia, il famoso ITALEXIT. Anche scenarieconomici.it, che ho contribuito a far crescere assieme a gpg ed altri autori della prima ora, ormai non parla più di ITALEXIT ora che è diventato governativo. Ci sta, un po’ è la storia dell’Italia: si dicono le cose diciamo giuste, poi una volta raggiunto l’obiettivo si diventa mainstream, come tutti gli altri. Non mi scandalizzo di questo.

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La rabbia di Emmanuel Macron sulla Brexit: “L’Inghilterra ci ha impedito di costruire gli Stati Uniti d’Europa”

Il Sig. Macron, Presidente francese, è stato il feroce sobillatore della trattativa di sette ore che si è tenuta a Bruxelles, la scorsa settimana, per discutere la richiesta di Theresa May di ritardare la Brexit fino al 30 Giugno.

Ha insistito perché le condizioni fossero molto dure, esortando i suoi colleghi dell’UE a spingere la Gran Bretagna fuori dal blocco europeo all’inizio di Maggio, con o senza accordo.

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