Clamoroso: la strategia “America First” di Trump era già stata delineata pubblicamente 30 anni fa! Ossia, il Presidente è in buona fede

Lasciamo parlare i fatti. Oggi vediamo  Trump scagliarsi contro i nemici del proprio paese, con un occhio di grande riguardo a preservare gli interessi soprattutto economici della propria gente. Questa è l’essenza del MAGA – Make America Great Again.

Nei primi due anni di mandato presidenziale abbiamo quasi solo letto sui media globali di un’indagine – eterna – sul Russiagate, che dopo 2 anni è riuscita solo a punire pochi soggetti legati all’entourage trumpiano non per tradimento o altri gravissimi reati simili ma per mera evasione fiscale. Ossia, nessuna accusa contro il Presidente è stata formalizzata.

Certo, le continue sfide mediatiche che lo riguardano hanno fatto sorgere il dubbio sui reali motivi per cui Donald J. Trump stesse facendo quanto tutti vediamo, per la sua aggressività, per il suo dirigismo. facendo sorgere anche il dubbio che fosse diventato presidente per propri interessi personali.

Fattualmente: nulla di tutto questo!

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Senza gli USA a supporto la propaganda globale relativa ai business dei cd. “globalisti” ( con le loro bugie) è destinata a fallire! – 1.parte: l’energia cd. verde

Oggi leggevo del Presidente Macron che ha intimato a Trump di non immischiarsi negli affari Francesi. La sua colpa, secondo il presidente francese, intendo colpa di Trump, è di aver detto – senza formalmente schierarsi con i gilet gialli – quello che tutti pensano, ossia che c’è una  buona dose di ragionevolezza nelle richieste dei manifestanti francesi, soprattutto alla luce dell’impoverimento progressivo della classe media locale registrato negli scorsi anni:

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Trump vs. Obama: la guerra a chi fa più debito, per adesso vince Obama. Ma chi farà più crescita, a parità di debito? Il vantaggio dei tassi bassi

Mi piace essere pragmatico. In attesa di cosa vedremo domani alla Bastiglia, ne approfitto per introdurre un argomento che diventerà “hot” nei prossimi giorni: il debito pubblico USA sotto Trump paragonato a quello sotto Obama, unitamente ai risultati ottenuti in termini di crescita. Agli americani, che hanno il dollaro, ovvero la valuta di riserva globale che permette loro di scambiare preziosa merce fisica con carta verdastra, accumulare debito non ha mai rappresentato un problema: si dice, gli USA hanno il dollaro, gli altri paesi i problemi. Sta di fatto che Obama forse ha esagerato, nel senso che raddoppiare il rapporto debito federale/PIL in soli 8 anni senza di fatto risolvere i problemi – eccesso di debito privato – che causarono la crisi subprime è un mezzo disastro, soprattutto in considerazione che a fare questo è stato un presidente Dem, ossia tendenzialmente di sinistra rispetto ai Repubblicani.

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Dopo aver seppellito G.H.W. Bush, Pompeo vola in Germania e dichiara che dal prossimo anno gli USA sosterranno globalmente un nuovo fronte liberista alternativo!

Intervento letteralmente esplosivo di Mike Pompeo in terra tedesca. Il papabile futuro candidato alla presidenza americana, vola nella tana del lupo e a Bruxelles presso il German Marshall Fundconsesso assai rappresentativo e non scelto a caso – annuncia che dal prossimo anno Washington sarà capofila di un fronte liberista alternativo di fatto al globalismo, vedasi LINK. Ossia di un movimento che metta in prima fila gli interessi dei singoli paesi in subordine alle organizzazioni sovranazionali. E tutto questo fregandosene bellamente  delle recenti prese di posizione tedesche e francesi su armate europee a difesa dell’EU anche dagli USA di Trump, oltre che delle velleità tedesche di avere la bomba atomica, sebbene in veste EUropea (…).

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Dal G20 di Buenos Aires: Trump vuole una tregua con la Cina, oggi il vero avversario è l’EU francotedesca!

Le notizie si stanno accavallando: la protesta dei gilet gialli si sta diffondendo a macchia d’olio; l’Eliseo ha voluto i cecchini sui tetti pronti a sparare contro i manifestanti, come a Maidan (mentre le stesse forze dell’ordine francesi riprendono e diffondono i video del “monitoraggio armato”, …); ieri notte una anziana signora di Marsiglia è morta dopo essere stato colpita da un proiettile della polizia sparato durante le manifestazioni; il prossimo week end è prevista un’altra mega manifestazione dei gilets jaunes – la manifestazione più grossa, ormai i manifestanti sono capillarmente organizzati, … – a Parigi. Il presidente Macron invece non molla, ben sapendo che non può tornare indietro con l’austerità, altrimenti viene giù il castello di carte il castello eurocratico costruito con cura negli ultimi 25 anni. Nel mentre il primo ministro Conte ha ricevuto rassicurazioni personali da Trump durante il G20, uno dei pochi capi di governo in chiara sintonia con il presidente USA.

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Clamoroso: i gillet gialli rifiutano l’incontro con il governo francese e chiedono la nomina del generale de Villiers (che fu licenziato da Macron) a capo del Governo!

Le Figaro batte una notizia clamorosa: i manifestanti francesi rifiutano l’incontro con il governo francese, mossa attesa dopo la morte di una donna ottantenne a Marsiglia questa notte a causa di un proiettile sparato dalla polizia. Dunque nessun passo indietro nelle proteste.

Anzi,  tre avanti: si chedono le dimissioni immediate del governo e la nomina del generale de Villiers a capo del nuovo governo. Per vostra informazione, il gen. de Viliiers è colui che fu licenziato mesi fa da Macron e che tutti gli alti ranghi militari – contravvenendo agli ordini – scesero in piazza a salutare il giorno del suo congedo forzato.

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I peggiori incubi si materializzano: una ottantenne di Marsiglia uccisa nel suo appartamento da un proiettile sparato dalla polizia francese durante le manifestazioni dei gilet gialli

Abbiamo scritto in questi giorni di cecchini francesi appostati in coppia con colleghi col binocolo sui tetti di parigi nei pressi degli Champs-Elysees, puntando col fucile i manifestanti. Atteggiamento strano, regole di ingaggio dubbie, per altro riprese da qualcuno molto vicino ai tiratori scelti (ossia, chi ha fatto le riprese non può che essere un “collega”, che magari aveva solidarizzato con i gilets jaunes, chissà,  …). Certamente la situazione è pesante, molto più complessa ed esplosiva di quanto dicano i media cooptati dall’EU.

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Il video dei cecchini posizionati da Macron sui tetti durante la protesta dei gilet gialli: stessa trama delle proteste di Maidan? Sarà guerra civile?

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Tutti siamo rimasti sconcertati dalle immagini delle proteste a Parigi contro il caro carburanti ed il crollo della qualità della vita d’oltralpe, da parte della ex classe media francese. Visto che il 70% dei francesi circa, secondo le ultime proiezioni, sta con i gilet gialli – anche l’eterna Brigitte Bardot, che a ottant’anni suonati ha vestito anche i suoi cani di giallo – possiamo anche dire che le proteste dei francesi in piazza possono avere una logica democratica, nel senso che esiste l’appoggio della stragrande maggioranza della gente francese. …

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Ecco il vero motivo della protesta dei gilet gialli contro Macron in Francia (e perchè i francesi stanno “combattendo” anche per gli italiani)

I gilet gialli protestano in Francia e Belgio per l’aumento del gasolio imposto da Macron, nonostante il recente crollo dei prezzi del petrolio.

Il motivo della protesta sta nella ragione dell’aumento del prezzo del diesel: aumento non solo ingiustificato ma addirittura revanscista nella sua essenza se non direttamente reazionario.

Traduciamo: Macron – il rappresentante delle élite d’oltralpe ed europee – vuole imporre per legge una transizione economica sebbene questa sia ingiustificata, da qui il popolo che si ribella.

Detta transizione imposta per legge (europea) è la sostituzione delle auto a ciclo termico con quelle elettriche. …

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